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I raggi del sole primaverile portano una rinnovata energia all’interno del Molteni Pavilion, una luce che illumina gli spazi interni ed esterni, e intreccia i dipinti e le sculture qui presentati da KALPA in occasione della prossima Milano Design Week di aprile 2026. Con lo schiudersi della nuova stagione, la struttura architettonica firmata Vicent Van Duysen accoglie un dialogo fatto di dense texture e toni bianchi, neri e terra di Siena. L'arte evoca un profondo apprezzamento per i processi naturali, concentrandosi sulla bellezza dell'irregolarità e dell'imperfezione. Ogni opera è singolare e narra una storia distinta che porta l'impronta delle emozioni e della maestria dell'artista.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Come parte del progetto dedicato dal titolo Pavilion of Arts, l'ultima installazione riunisce le opere contemporanee di Guillem Nadal (Spagna), Marco Bellini (Italia), Konrad Koppold (Germania) e Kate Windibank (Regno Unito). Definite da uno spirito caldo e sereno dal sapore mediterraneo, la matericità delle opere — che spaziano dalla pittura alla ceramica, fino alle composizioni in legno — sprigiona un leggero bagliore che arricchisce il Pavilion di ispirazione modernista, infondendo una rinata vitalità organica alle sue linee pulite e disciplinate.
I dipinti materici di Guillem Nadal mostrano una tavolozza cromatica sofisticata e minimale, ancorata a neri profondi, bianchi nitidi e toni terrosi di grigio e marrone. Frutto di profonda maestria, le sue opere fondono l'interiorità dell'artista contemporaneo con echi naturali, dando vita a molteplici percezioni. Quasi dei bassorilievi, le opere sono tridimensionali, caratterizzate da linee in rilievo che si innalzano come creste in una mappa topografica; i pigmenti di colore si depositano come pressati dal tempo geologico, in uno spazio liminale che ha sempre affascinato l'artista. Come un cartografo, Guillem Nadal restituisce il paesaggio della natia isola di Maiorca per farlo diventare non più geografico, ma intimo. La regione della mente, interrelata con la dimensione naturale in cui l'artista è immerso, corrisponde allo spazio dell'arte.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
In dialogo con i dipinti di Guillem Nadal si trovano le creazioni in quercia, noce e platano di Marco Bellini e Konrad Koppold, caratterizzate da linee semplici e sapore arcaico. Il legno è un materiale dinamico che offre agli scultori un potenziale creativo illimitato, adattandosi al linguaggio dell'arte contemporanea pur mantenendo la sua essenza naturale e antica. Le sue venature e texture distintive garantiscono l'unicità di ogni pezzo, rendendo ogni opera un elemento vitale nello spazio.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Andando a sottolineare le giunture organiche, le fessure e le trame del legno originale, Marco Bellini trasforma ogni momento accidentale del suo processo creativo in una deliberata espressione poetica.
Esposti al Pavilion, i nuovi splendidi vasi delle serie “Noddist” e “Eutanathos” in platano e noce. Traendo il titolo dalle parole greche “eu” (buono) e “thanatos” (morte), quest'ultima serie trascende le connotazioni antiche di queste parole per evocare un passaggio naturale e rigenerativo, una celebrazione della trasformazione e dei cicli aggraziati dell'esistenza. Bellini lavora esclusivamente con alberi caduti, come l'acero recuperato da un giardino cittadino o il rovere e il noce destinati a diventare legna da ardere; nelle sue mani, ciò che è stato tagliato trova un'altra vita. Il vaso diventa una soglia tra scomparsa e rinnovamento.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Immerse nella luce nitida e naturale del Pavilion, le sculture in legno di quercia di Konrad Koppold si presentano come totem austeri che fungono da potenti fonti di energia. Il processo creativo dell'artista ha origine dal concepimento della forma, spesso ideata attraverso l'uso di disegni e modelli in argilla. Così, ruotando su assi inclinati, Koppold conferisce tensione e movimenti inaspettati ai suoi lavori, sfidando sia la loro funzione di contenitore che la percezione dello spettatore. Espressione di un'impeccabile alta artigianalità e consapevolezza artistica, le forme semplici e pulite di queste sculture riflettono il carattere originario dei legni scelti. Distorsioni e fessure, risultato del naturale restringimento, sono incorporate nel design artistico e costituiscono il fascino di queste opere.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
La ricerca di Kate Windibank include un’indagine sulla forma e sulla superficie, con particolare enfasi sui materiali ceramici, la frammentazione e la rinascita. Parte del Pavilion of Arts è la nuova serie di vasi "Karst", il cui titolo si riferisce a un tipo specifico di formazione geologica creata dalla dissoluzione di rocce solubili, principalmente calcare, ma anche dolomite e gesso.
Tracciando un parallelo tra il concetto di erosione delle rocce e l'impatto del tempo nel plasmare l'esperienza e l'identità umana, ogni scultura presenta un proprio intrigante senso di equilibrio e di contrasto, forza e fragilità. Il processo creativo di Kate Windibank inizia con la realizzazione di lastre di argilla morbida destinate ad essere pressate in stampi. Una volta solidificata, l'argilla viene spezzata in frammenti e trasformata in forme irregolari con bordi ondulati, linee di faglia e fessure. Nel processo di cottura, il forno trasforma l'argilla in pietra; gli ossidi metallici reagiscono e fluiscono con lo smalto per creare motivi e movimenti che rimangono permanentemente impressi sulla superficie della forma.
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Attraverso l'intersezione di legno, argilla e pigmenti di colore, la serie di opere d'arte nel Pavilion infonde armonia tra l'ambiente costruito e il battito primordiale del mondo naturale. Mentre la fresca luce di aprile danza sui paesaggi di Nadal, sulle ceramiche della Windibank e sui vasi scultorei di Bellini e Koppold, la stessa contemporaneamente immerge lo spettatore in un'esperienza fluida e profondamente sensoriale.
Main Image: Photography by Daniel Civetta, Courtesy KALPA Gallery
Vincent Van Duysen, direttore creativo di Molteni&C, guarda al proprio portfolio e racconta i progetti architettonici che negli ultimi dieci anni hanno maggiormente plasmato la sua visione.
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