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Tra il Fiore e l'Ape

Mar 2025
Anne Zhou
Tra il Fiore e l'Ape

La Power Station of Art (PSA) è il primo – e al momento unico – museo statale di arte contemporanea sul territorio Cina.


Fondato a Shanghai nel 2012, il museo ha sede in una ex centrale elettrica e si estende su oltre 41.000 mq. “Le dimensioni sono paragonabili a quelle di una piazza cittadina,” afferma la direttrice del museo, Gong Yan. “Ci permette di funzionare come uno specchio della società, un’estensione offline dei social media.” È una risorsa culturale di primo piano in una città in cui anche Molteni&C è sempre più presente, con l’apertura di un nuovo flagship store nel 2024.

Oltre a ospitare la Biennale di Shanghai - la cui ultima edizione aprirà a novembre di quest'anno - il PSA presenta opere di artisti locali e internazionali, con un'attenzione particolare all'architettura e al design. Yan dirige il museo dal 2013 e, in questa conversazione, riflette su come i musei nella Cina contemporanea si siano evoluti nell'ultimo decennio.

Aerial view of PSA in Shanghai
Aerial view of PSA in Shanghai

Mi incuriosisce sempre ripercorrere il percorso di una persona e chiedere: che ruolo hanno avuto i musei nella sua vita mentre cresceva?


Mi sono formata come artista. I musei sono molto importanti per un artista: sono luoghi dove esporre il proprio lavoro. Ho studiato a Parigi e viaggiato un po’ in Europa. In quel periodo, molte persone e luoghi al di fuori del mondo dell’arte mi hanno ispirata profondamente. Ho capito che esistono molte piattaforme per mostrare l’arte oltre ai musei. Più tardi, ho iniziato a chiedermi se avrei dovuto presentare il mio lavoro in uno spazio tridimensionale. Ho lavorato per dieci anni come giornalista per la rivista Art World, dove ho realizzato molte ‘mostre cartacee’ sotto forma di pubblicazioni. Anche se erano in 2D, offrivano più dimensioni per discutere di arte. Ho mantenuto questo modo di pensare anche per il PSA. Quando presentiamo un oggetto, non è mai solo l’oggetto in sé: è una vita. C’è un essere umano dietro.

Quali sono state le influenze principali che hanno plasmato il suo pensiero sui musei?


Il Sir John Soane's Museum di Londra - l'ex residenza dell'architetto neoclassico da cui prende il nome - e il lavoro dell’architetto Yona Friedman, sono stati molto importanti per me. Il Soane Museum, a mio avviso, rappresenta un classico ‘cabinet of curiosities (la classica camera delle meraviglie). È stratificato secondo preferenze personali e ci ricorda quanto siano fondamentali la soggettività e l’improvvisazione nella curatela e nella gestione delle collezioni.
Ho anche lavorato come assistente di Yona Friedman. Nella sua vita ha realizzato un solo edificio, perché credeva che gli architetti dovessero lasciare spazio agli utenti. Aveva anche un progetto a cui ha dedicato tutta la vita: il Street Art Museum. Si chiedeva se fossero davvero necessari così tanti musei in una città, o persino nel mondo, sostenendo che consumano enormi risorse e spesso soffocano la spontaneità e l’emozione. Per lui, l’intera città doveva funzionare come un museo.

Installation view of  Paris Moderne 1914-1945, ©️ Power Station of Art Installation view of Paris Moderne 1914-1945, ©️ Power Station of Art

Può condividere un esempio di una mostra o un evento particolarmente straordinario al PSA?


Abbiamo organizzato diverse mostre sull'architettura e sulla città. Potremmo essere l'unico museo d'arte statale a concentrarsi sull'architettura, ma ne parliamo in modo diverso rispetto alle università di architettura.

Non consideriamo l'architettura solo come edifici funzionali, ma come installazioni sociali, in cui estetica, concetto, funzione, diritti umani e natura si intrecciano.
In Cina, i terreni sono di proprietà pubblica e le opportunità per i singoli cittadini di parlare apertamente delle proprie condizioni abitative sono rare. Ecco perché è fondamentale creare piattaforme che permettano alle persone di esprimersi, di ripensare il proprio ambiente e di entrare in dialogo con il governo.
Oltre alle numerose mostre personali, abbiamo anche curato esposizioni collettive di ricerca. Un esempio è Paris Moderne 1914-1945, curata da Jean-Louis Cohen nel 2023. Questa mostra ha esplorato l'architettura, il design, il cinema e la moda a Parigi durante il periodo tra le due guerre. Nel 1925, l'Esposizione Universale si tenne a Parigi con un focus sull'Art Déco. Quello stesso anno, a Shanghai fu costruito il primo edificio in stile Art Déco. Credo che queste rassegne e mostre comparative ci aiutino a riconsiderare criticamente le nostre condizioni, il ruolo dell’arte e la funzione evolutiva dei musei

È il suo dodicesimo anno come direttrice del museo. Molte cose sono cambiate, ma altre sono rimaste. Che ruolo gioca il PSA nel plasmare e rispondere al panorama contemporaneo cinese?


L’arte contemporanea in Cina è oggi molto popolare, soprattutto a Shanghai. Negli ultimi dieci anni, la città ha visto crescere il numero di musei fino a più di 100, la maggior parte dei quali privati. Questo dimostra che sia le collezioni private sia il coinvolgimento del pubblico stanno aumentando in modo significativo. È un momento entusiasmante per il PSA.
Essendo un’ex centrale elettrica, ci consideriamo una sorta di laboratorio, che continua a generare energia artistica. Tuttavia, a volte percepiamo una crescente distanza tra artisti e designer e i musei. A differenza di un tempo, quando i musei avevano un ruolo più centrale nell’esposizione e nella fruizione dell’arte, oggigiorno, se il lavoro di un artista non è coinvolto in una mostra, il museo può smettere di essere un punto di riferimento per lui.

Ritiene che questo fenomeno sia specifico della Cina o parte di una tendenza globale? Gli artisti sono più lontani dai musei perché possono usare altri mezzi per esporre le loro opere?


Sì, oggi gli artisti hanno più scelte. Le fiere d'arte e le gallerie possono contemporaneamente esporre e vendere opere, il che non è necessariamente un male. Tuttavia, i musei dovrebbero assumere un ruolo più significativo. Dovrebbero rappresentare una sfida sia per gli artisti che per la curatela stessa. Per un artista, una mostra in un museo dovrebbe essere un'opportunità per realizzare qualcosa che altrove non oserebbe fare. Dovrebbe rappresentare una tappa fondamentale della sua carriera artistica, non necessariamente in termini di grandezza, ma per l'energia investita. Allo stesso modo, l'organizzazione delle mostre dovrebbe essere presa con serietà. Talvolta, una buona mostra non è determinata dal budget, ma dalla sincerità e dalla dedizione. Può essere anche molto economica. La generosità e il coraggio di affrontare le sfide possono creare un ecosistema virtuoso per un museo.

Mentre i musei si sforzano di rimanere rilevanti, come pensa che possano interagire in modo più significativo con la società?


Il valore di un museo d'arte non risiede solo nell’esporre oggetti, ma nella capacità di amplificare voci e prospettive sul mondo in continuo cambiamento, attraverso le opere e il linguaggio unico degli artisti. Dieci anni fa, abbiamo lanciato l’Emerging Curator Program, che invita un curatore sotto i 40 anni a sviluppare mostre. I giovani curatori portano idee indipendenti e prospettive inedite, contribuendo a mantenere i musei rilevanti.
Allo stesso tempo, un museo deve sempre rispondere alla propria città. Shanghai, ad esempio, sta diventando una città con una popolazione sempre più anziana. Gli over 65 non sono tradizionalmente il pubblico principale dell’arte contemporanea, ma ciò non significa che non abbiano interesse. Hanno dedicato i loro anni migliori alla città e, sebbene esistano molti programmi per le nuove generazioni, è fondamentale prendersi cura anche di loro. Dobbiamo aprire loro le porte.

Dai Chenlian Theatre Workshop, Waxing and waning of the augustness, ©️ Power Station of Art
Dai Chenlian Theatre Workshop, Waxing and waning of the augustness, ©️ Power Station of Art

Come progettate i programmi per gli anziani?


Invitiamo gli artisti a dare vita a questi programmi. Ad esempio, nell’ultima edizione della Biennale di Shanghai, l’artista Dai Chenlian ha coinvolto un gruppo di persone della stessa età di sua madre per mettere in scena un’opera. Durante la performance, tutti hanno pianto, come se fossero tornati alla loro giovinezza. I visitatori più giovani hanno potuto comprendere ed entrare in sintonia con le loro emozioni - era come se in quell’istante stessero vivendo due vite contemporaneamente.
Esperienze di questo tipo infondono nuova energia alle persone anziane. Hanno attraversato tanto, difficoltà e gioie, ma spesso mancano di un linguaggio per esprimere ciò che hanno vissuto. Nel mondo dell’arte contemporanea, i confini sono più fluidi e gli artisti possono offrire loro un punto di partenza per creare qualcosa di significativo.

Ricordo quella performance; è stata davvero speciale. Può darci un’anticipazione della Biennale di quest’anno?


L'8 novembre 2025 inaugureremo la 15ª Biennale di Shanghai. Abbiamo invitato la curatrice canadese Kitty Scott come capo curatrice, la prima donna a ricoprire questo ruolo.

Gong Yan Gong Yan

Finalmente!
Il tema di quest’anno è Does the Flower Hear the Bee? (Il Fiore Sente l’Ape?). É un titolo poetico, che esplora un mondo non incentrato sull’essere umano. Vogliamo analizzare le relazioni tra l’opera d’arte, il pubblico e il museo, proprio come il rapporto tra i fiori e le api. Riusciamo a sentirci a vicenda? E in che modo ci ascoltiamo?

Top Image: Installation view of Paris Moderne 1914-1945, ©️ Power Station of Art

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